Lavapiubianco

Pubblicato per la prima volta nel 1998 dalle Edizioni dell’Ariete di Siracusa, Lavapiubianco è il mio primo romanzo che, nel 2009, ho ripubblicato con Lulu.com sia in forma cartacea, sia come ebook.

Il romanzo narra la storia d'amore del protagonista per Lavapiubianco, una passione travolgente che non conosce ostacoli o barriere di sorta.




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Dalla rassegna stampa

ALESSANDRO RIZZO, in «Milk», 12 gennaio 2014.
6. A chi ha voluto rivolgersi Danilo Ruocco con “Lavapiubianco”?
A tutti, ma soprattutto a quanti sono chiusi in una gabbia o si nascondono agli altri e a se stessi. Liberatevi e vivete in prima persona. Senza maschere e senza nascondervi. Vivete con il vostro nome e cognome. Siate la vostra Identità (con la I maiuscola).

ENRICO PROSERPIO, in «Culturaperta», 17 novembre 2009.
"Lavapiubianco è un libro la cui narrazione veloce è zeppa di sessualità senza mai essere volgare. Il sesso, assolutamente libero e mercificato nella nuova società, diventa un mezzo di presa di coscienza, una via che attraverso la trasgressione delle regole porta il protagonista alla libertà interiore."

GIANLUCA MERCADANTE, in «Pulp», n. 19, maggio-giugno 1999.
“Questo romanzo è una storia d’amore. Ma anche un’opera di fantascienza. E poi è un romanzo erotico. Qua e là, diventa pure esistenzialista, a modo suo. Questo per dire che il libro di Danilo Ruocco – nei limiti consentiti dalla brevità dell’opera stessa – si adatta di pagina in pagina a diversi piani di lettura, la sua trama è una superficie di melassa pronta ad assumere forme sempre diverse.”

STEFANO RAMPOLDI, in «Il Nuovo Giornale di Bergamo», 1° aprile 1999.
“La chiave di lettura del romanzo sembra […] essere quella del sesso visto come unico mezzo di liberazione dalle varie schiavitù e convenzioni imposte da una società totalitaria che, fra l’altro, contiene elementi già ben presenti in embrione anche nella nostra. A cominciare dal martellamento della pubblicità con precisa funzione di induzione delle masse ai consumi e di azzeramento delle coscienze. […] Comunque, e questo all’Autore va senz’altro ascritto a titolo di merito, dei mondi inquietanti che nell’universo letterario ci sconvolgono almeno a partire da 1984 di Orwell in poi, solo con difficoltà si potrebbe immaginare uno maggiormente inquietante di quello descritto da Danilo Ruocco.”

ANNALISA MARINI, in «Fogli di collegamento degli obiettori», n. 139, aprile 1998.
“Danilo Ruocco ci propone un esperimento di rinascita di identità sessuale, raccontata con spudorata e provocatoria immediatezza, dove la difficile ricostruzione dell’io del protagonista travalica ogni schema consolidato. Nella Nuova Era gli equilibri tra i sessi, liberati da ogni vincolo morale o fisico, esplorano ogni possibilità di rapporto fino all’inedito, e inaspettato, happy end.”

GIULIA CANDELA, in «SetteGiorni a Bergamo e altrove», n. 7, 9 aprile 1998.
“La narrazione veloce e a tratti piuttosto pulp mette in scena gli innamoramenti, le marchette e i tortuosi percorsi del protagonista, marinaio imbarcato con tutta la famiglia su una nave da 12000 posti, […] in un mondo in cui tutto sembra mercificato, mentre i sentimenti esplodono e coinvolgono ancora. Con rapido ritmo seguiamo avventure quasi tutte crudamente sessuali, cambiamento di sesso con depressione incorporata, coppie omosex che però non riescono ad essere molto più felici delle altre.”

La Prefazione di Paolo Bosisio alla prima edizione

Andrea G. Pinketts presenta Lavapiubianco

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