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Combattere il buio

Mi brucia tra le mani freme e palpita mentre vi osservo nudi imperlati di sudore in attesa del dolore preludio del piacere. Esplode la gioia e le nostre gocce di vita spengono il cero e, per combattere il buio, ci resta l'estasi.

Aspettando Lavapiubianco

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Sono stato intervistato da  Alessandro Rizzo  del Milk di Milano che il 24 p.v. mi ospiterà per parlare del mio romanzo Lavapiubianco . 1. Perché il titolo “Lavapiubianco”? Prima di tutto specifico che Lavapiubianco è il nome della protagonista femminile. Dunque è un nome proprio. Nel romanzo, poi, tra i comprimari, c’è anche Piulattemenocacao… Da tali particolari, credo sia facile comprendere come si stia parlando di un romanzo ambientato in una società in cui la pubblicità è arrivata a condizionare le persone al punto che gli slogan diventano nomi propri… Il romanzo racconta di vari tipi di condizionamenti e di come la voce narrante, per amore di Lavapiubianco, tenti di superarli. Continua a leggere il resto dell'intervista .

La Libertà degli Uguali

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La mia Libertà inizia dove inizia la tua e finisce dove la tua finisce. Tale asserzione, in me, da tempo ha sostituito quella che recita “La mia Libertà inizia dove finisce quella degli altri”, perché ritengo che essa possa garantire meglio il diritto di chiunque alla Libertà. Infatti, se la mia Libertà inizia e finisce assieme a quella altrui, vuol dire che tutti sono Uguali di fronte agli altri , in quanto hanno le stesse possibilità di scelta (ovvero sono liberi di scegliere, o, più semplicemente, sono Liberi). Invece, la visione spaziale/geografica della Libertà che inizia dove termina quella di un altro può porre le persone su piani assai diversi, in quanto i “confini” della libertà altrui non sono mai chiaramente delimitati .  Ciò può mettere coloro che esercitano un potere in condizione di espandere la propria libertà a danno dei “confini” della libertà altrui. In altre parole, se non si sa dove precisamente termina la tua libertà, come posso sapere dove iniz...

Dionisiaco

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A volte ci si ritrova in una definizione; in stralci di conversazione; in brani di opere altrui. Oggi, un amico mi ha riferito come mi percepisce, dando una descrizione della parola che avrebbe voluto usare, ma non trovava. Ho suggerito “dionisiaco” e sono andato a sfogliare qualche pagina sul Web per poter meglio definire cosa indica il termine. E mi sono ricosciuto. Per Nietzsche, l’elemento dionisiaco (che contrappone a quello apollineo), negli antichi greci, si manifesta nell’“entusiastica accettazione della vita che si esprime nell’ebbrezza creativa e nella passione sensuale”* e specifica che La perdita dell’elemento dionisiaco è all’origine [...] della decadenza del mondo occidentale, che trova espressione nell’allontanamento dai valori vitali (bellezza, salute, forza, potenza) e nella lunga serie di ‘menzogne’ (la più grande delle quali è Dio) con le quali gli uomini hanno ingannato sé stessi per secoli.* Al di fuori della metafora della società greca, Nietzsc...

RCCDNL - Gesù

Il figlio dell'adultera

Da grande voglio fare il rabbi: mi piacciono le Scritture. Mi piace sentirle leggere e commentare. Voglio fare il rabbi e portare le Scritture tra la gente, il popolo. Mamma, quando passa per strada un drappello di soldati stranieri, si schiaccia contro il muro di una casa, quasi volesse passarci attraverso per nascondersi tra le pareti di quella abitazione. Mamma ha troppa paura. Io no. Io non ho paura dei soldati romani. Papà è davvero un brav’uomo. Un gran lavoratore. Quando camminiamo per strada mi tiene per mano e, ogni volta che incontra qualcuno che conosce, non dimentica mai di presentarmi: “Mio figlio Joshua; è già un ometto”. Oggi in Sinagoga un gruppo di ragazzini è stato cattivo con me. Hanno detto che la mamma è un’adultera e mio padre un cornuto senza palle. Ho pianto per la rabbia. Quando sono tornato a casa, mia madre, vedendomi sconvolto, mi ha chiesto subito cosa era accaduto. Non le ho risposto. Avevo troppa vergogna per lei.

Perché tenere un Blog al tempo di Facebook

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Perché tenere un Blog oggi che c’è Facebook? Conosco persone che si sono poste la domanda e hanno risposto ad essa chiudendo i loro Blog* e pubblicando solo su Facebook, il luogo oggi più popoloso della Rete. Al tempo di Facebook Molti, moltissimi, sono approdati a Internet grazie a Facebook. A tale social network si deve, infatti, in larga misura, l’ingresso del Web nella vita quotidiana di milioni di persone. La maggioranza di tali persone, oltre a Facebook, non sente la necessità di avere un altro posto, in Rete, dove pubblicare le proprie idee, emozioni, informazioni… Conoscono Facebook e ad esso affidano la loro presenza in Rete. Al tempo di Facebook, molti credono che Facebook sia sinonimo di Web. Ad altri, invece, Facebook non basta... Altre persone, invece, sentono che Facebook non basta e aprono e/o tengono aperti i loro blog. A costoro Facebook non basta anche perché  è un posto chiuso. Un luogo in cui i contenuti condivisi sono generalmen...