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Cattive notizie

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Cattive notizie  di  Michele Loporcaro  edito da Feltrinelli è un saggio che analizza la situazione dei mass media in Italia, con lo sguardo attento ai quotidiani e alla televisione. Il titolo del libro,  Cattive notizie , è a dir poco significativo: in Italia, il sistema dell’informazione, per Loporcaro, è davvero ridotto male e la situazione preoccupa soprattutto perché se è vero che la TV informa e intrattiene, è altrettanto vero che essa educa e socializza coloro che la guardano. Loporcaro continua, da questo punto di vista, il discorso introdotto da  Karl Popper  con  Cattiva maestra televisione  e continuato da  Giovanni Sartori  con  Homo videns : la TV, afferma infatti Loporcaro, costituisce ormai per moltissime persone, sin dall'infanzia, il principale veicolo di conoscenza del mondo e di sé, di formazione del carattere, ed in questo compete con la famiglia, la scuola, la chiesa, le organizzazioni sindacali e...

Tradizionale e Innovativo

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Io sono come questa foto: un mix di tradizione (la stilografica) e innovazione (lo smartphone).

Ma ha ancora senso il quorum?

Mi chiedo se abbia senso il quorum in un referendum nazionale: se si vota su qualcosa, si contano i voti e si vede chi ha vinto. Ovvero la maggioranza vince.  Mi pare che questa sia la democrazia. Che senso ha dire che un voto espresso nell'urna è valido solo se hanno votato almeno il 50% +1 degli aventi diritto?   Se gli aventi diritto non vanno a votare sono affari loro: hanno deciso di non esprimere il loro voto!

Addio alla foto sulla Carta

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Martedì prossimo la mia Carta d'identità andrà in pensione per raggiunti limiti d'età. Dico addio alla foto che vi era applicata sopra: da martedì io avrò una nuova immagine ufficiale.

Grazie a Bruno Bozzetto

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Sono davvero contento di come ieri è andata la prima puntata di CULT: ovviamente grazie a Bruno Bozzetto ! che mi ha anche regalato un disegno che ha fatto durante l'intervista e che pubblico qui.  Forse il ragazzo in piedi sono io che rispondo al tecnico...

La normalità della e nella blogosfera

Navigando nella blogosfera ho avuto l’impressione che – almeno in Italia – la maggioranza dei blog pubblicati contengano i pensierini e i fatterelli quotidiani di adolescenti, ragazzi/e, e giovani adulti/e.  In altre parole, ciò che fino a poco tempo fa si scriveva sul proprio diario personale e si faceva leggere al massimo all'amico/a del cuore, oggi si pubblica su Internet nel proprio blog personale, in linea di massima dando a chiunque la possibilità di leggere ciò che vi è scritto. In definitiva, gli italiani che hanno aperto un blog hanno preso alla lettera ciò che esso designa: un web log (contratto in blog), ossia, appunto, un diario di bordo (log) in rete (web).  Ecco, allora, che sfogliando un blog dopo l’altro si possono leggere le giornate di un italiano medio: la scuola e il lavoro che non piacciono, i piccoli dissidi tra fidanzati e coniugi, le preoccupazioni per i figli e le incomprensioni con i genitori, l’elenco di ciò che rende felici e di ciò che, inve...

Sei davvero tu?

Viviamo in una società sempre più sorvegliata/controllata, nella quale, per usare gli oggetti che ti appartengono, bisogna digitare delle password o farsi riconoscere: il computer, il bancomat e via discorrendo. Il bello e/o brutto è che tutto viene fatto con il dichiarato intento di tutelarci da cattivi intenzionati: è per verificare se ciò che vogliamo usare o il posto (reale o virtuale che sia) in cui vogliamo entrare ci appartengono... Insomma fidarsi è bene... con quel che segue. Quello però che insistentemente queste richieste di riconoscimento fanno (ripetutamente nella stessa giornata) è chiederci una cosa sola: «Sei davvero tu?» .