Cannabis: perché legalizzarla

Il fondatore e segretario di Possibile Giuseppe Civati (detto Pippo) ha scritto un libro, Cannabis. Dal proibizionismo alla legalizzazione, per spiegare le ragioni del perché è opportuno legalizzare la cannabis. 
Il volume, ora in libreria, edito da Fandango libri, è introdotto da Roberto Saviano e spiega assai bene le ragioni dei sostenitori del progetto di legge a favore della legalizzazione della cannabis su cui, da luglio di quest’anno, il Parlamento è chiamato a discutere e decidere.

Civati parte dal dato incontrastabile che il proibizionismo è fallito: non solo non ha fermato il consumo dei cannabinoidi, ma ha favorito il proliferare di condotte criminali a tutto vantaggio delle narco-mafie che si sono arricchite e sono diventate sempre più potenti.
Nel saggio, leggibile da chiunque senza alcuna difficoltà, Civati, oltre a illustrare la proposta di legge, elenca e spiega i vantaggi e i benefici della legalizzazione (che non significa liberalizzazione o promozione) dell’uso ricreativo (oltre che terapeutico, già consentito ma che verrà meglio regolamentato) della cannabis.

Vale la pena ricordare che, a grosse linee, la proposta di legge prevede che i maggiorenni possano detenere fino a 5 grammi di cannabis (che possono diventare 15 nel proprio domicilio) per uso ricreativo; si potranno coltivare personalmente fino a 5 piante femmina di cannabis o associarsi con altri nella coltivazione delle medesime; sarà istituito il regime di monopolio per la coltivazione della cannabis, la preparazione dei derivati e la vendita al dettaglio; sarà proibito fumare nei locali pubblici e luoghi aperti al pubblico.

Vale anche la pena ricordare come in diversi paesi la legalizzazione è già una realtà e non ha determinato disastri sociali o incrementato l’uso dei cannabinoidi (favorita, invece, proprio dal proibizionismo). 
La legalizzazione ha, però, dato un duro colpo al mercato illegale (gestito dalle mafie) delle sostanze psicotrope.

Per quanto attiene ai benefici della legalizzazione della cannabis, Civati ricorda che quella prodotta legalmente sarà sicuramente meno pericolosa di quella messa sul mercato dai trafficanti di droga, in quanto non “tagliata” con sostanze altamente tossiche.
Inoltre, sottolinea come la depenalizzazione dell’uso della cannabis toglierà i circa 5 milioni di consumatori italiani dallo status di criminali, per farli tornare a essere cittadini liberi e più consapevoli (in quanto, tra l’altro, parte delle risorse incamerate dalla vendita dei cannabinoidi sarà destinato proprio a campagne di informazione).
Cittadini che non finanzieranno le mafie, ma si rivolgeranno ai venditori legali, in tal modo favorendo il gettito fiscale.
Le mafie, di conseguenza, saranno private di un enorme flusso di denaro contante (si parla di svariati miliardi di euro) e, così, sarà più facile combatterle.
Infine, le ingenti risorse destinate alla repressione e alla lotta all’uso dei cannabinoidi, potranno essere dirottate verso obiettivi ben più importanti.

Il saggio di Civati è una lettura utile per comprendere meglio perché legalizzare è meglio che proibire.