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Visualizzazione dei post da Dicembre, 2012

Uomini e donne a cena

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Può capitare, durante le feste, di trascorrere una piacevole serata in compagnia di perfetti sconosciuti. Ieri sera ho cenato con un gruppo di estranei assai ben assortito. Uomini e donne con figli piccoli. Guardandoli con simpatia, ma con il distacco dovuto al fatto di non averli mai visti prima, ho potuto notare alcuni fatti che, per solito, mi passano inosservati, perché abituali. Altri mi hanno semplicemente fatto tornare alla mente molti momenti della mia vita. I bambini hanno cenato prima, in cucina, alla “tavola dei bambini”. Anche io, alla loro età, sedevo assieme ai miei cugini, alla “tavola dei bambini”. Un po’ mi dava fastidio essere trattato da bambino, perché mi sarebbe piaciuto poter ascoltare meglio i discorsi dei grandi, ma, poi, ovviamente, mi divertivo di più stando assieme agli altri miei simili. In cucina, assieme ai bambini, c’erano solo alcune madri. I padri restavano in salotto. Solo un padre era ammesso in cucina, ma in qualità…

Quella notte ero con lui

Quella notte nel Getsemani c’ero anche io. Ero con Gesù e quando sono venuti per arrestarlo, prima l’ho seguito da lontano, poi, quando hanno tentato di catturarmi, sono scappato. Mi vergogno, ma ho avuto paura di quello che avrebbero potuto farmi e sono fuggito, nudo com’ero, tra gli ulivi, abbandonando il Maestro al suo destino. Ero solo un ragazzino. Non lo dico per giustificarmi, ma per amore della verità. Un ragazzino affascinato dal carisma del Maestro, ma che di fronte ai soldati romani se l’è fatta sotto ed è scappato. Di Gesù mi era piaciuto il modo con il quale si rivolgeva alle folle, spingendole al cambiamento, all’azione. Né Paolo, né Pietro, che, in seguito, la vita mi avrebbe consentito di conoscere da vicino, possedevano la forza delle sue parole. “Abbandonate il padre e la madre e seguitemi” diceva il Maestro e io lo avevo seguito. “I tempi sono maturi e il Regno dei Cieli è vicino” e io avevo preso le poche cose davvero necessarie, avevo a…

Una profezia che parla di noi

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Venerdì prossimo è il 21.12.12 il giorno in cui si dovrebbe avverare la Profezia dei Maya, di cui nessuno sa dire con precisione in cosa consista: pare che i Maya, infatti, avessero, per tale data, fissato la fine di un’Era, ma cosa ciò significhi davvero resta un mistero misteriosissimo. Nel 2009 avevo invitato a partecipare a un sondaggino (ancora aperto) in cui chiedevo cosa farete il 20 p.v.; e in questi anni, affascinato da questa Profezia, ho cercato di documentarmi (con esiti discutibili). Oggi penso che tentare di prevedere il Futuro con precisione “svizzera” dica molto di noi, della nostra smania di essere sempre pronti all’evenienza, efficienti ed efficaci. Pronti a non farci cogliere impreparati dagli imprevisti, perché... abbiamo previsto tutto, anche la proverbiale fine del mondo. In altre parole, la Profezia dei Maya, parlerebbe di noi in modo davvero impensabile. Parlerebbe della nostra sbornia di efficienza, ma anche della nostra paura dell’…

Pensierini scritti altrove nel 2012

Fluttuare a Miyajima

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Sono stato a Miyajima nell’agosto del 2009. Non è una meta abituale del turista italiano in Giappone, ma è il luogo che mi è piaciuto di più tra quelli che ho visitato durante il tour giapponese. Non è un caso che una delle foto che ho scattato lì sia diventata il retro di copertina del mio Meno di 40.
Il nome della località significa “Isola santuario” e il sito è considerato sacro da oltre 1500 anni. Il torii (alto 16 m) che svetta dall’acqua del mare è uno degli emblemi del Giappone, al pari del monte Fuji.
Sono arrivato sull’isola partendo in treno da Hiroshima e, poi, prendendo il traghetto. La prima cosa che si nota dal traghetto è proprio il torii che emerge dalle acque. Un’immagine assai suggestiva. Se non ci fosse stato in sottofondo il rumore del motore del traghetto, sarebbe stato come vivere in un’altra epoca...
Il tempio scintoista palafittato di colore arancione è straordinario. Quando c’è l’alta marea sembra galleggiare sulle acque, ma anche in mancanza dell’alta marea, ess…

Chi legge tra le righe legge un testo tutto suo

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Chi legge tra le righe legge un testo tutto suo. Diverse persone affermano di saper “leggere tra le righe” di quanto scritto. Ovviamente, saper leggere tra le righe è importante laddove lo scritto lo richieda, ma le persone che si vantano di saperlo fare, spesso esagerano e “leggono tra le righe” anche testi (e sono la maggioranza) che vanno letti senza ricercare in essi sottintesi o “significati altri”. Alle persone maniache della “lettura tra le righe” verrebbe voglia di far notare che tra una riga e l’altra c’è solo dello spazio bianco! Ritengo che “leggere tra le righe” (metaforicamente parlando) qualunque scritto, sia un modo molto comodo per leggere quello che si vuole... nonostante e/o a dispetto proprio di quello che è stato scritto. Ovviamente, per “leggere tra le righe” gli “specialisti in materia” hanno la capacità stupefacente di ignorare il significato reale delle parole: esse diventano fluttuanti e assumono, di volta in volta, il signifi…