I tre gemelli

Prima ti consiglio di leggere:
  1. Mary
  2. Mezzo morto
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1.
Sono davvero belli i tre gemelli. Tre adolescenti a cui si stanno allargando le spalle e gonfiando i toraci. Tre virgulti che fa piacere restare a guardare.
Il loro padre decisamente mette tristezza. Pena. Era un uomo così dinamico… Ora, invece, ridotto su quella sedia a rotelle… Sembra l’ombra di se stesso…
Anche lui passa ore a guardare i suoi figli. Li osserva mentre crescono. Li guarda e negli occhi gli si accende la luce dell’orgoglio.
Ha ragione a essere orgoglioso di quei ragazzi: oltre che belli sono anche eccezionalmente intelligenti. Molto più maturi di quanto si possa sperare da ragazzi della loro età.

2.
Ne ero imbarazzato e intimorito prima che il loro padre me ne spiegasse la ragione. Dico, prima che mi dicesse che la ragione per cui sono tanto diversi dai loro coetanei è che sono figli di Mary, la scienziata.
Io Mary non l’ho conosciuta perché loro si sono trasferiti in questo quartiere quando ormai lei era tornata da dove era venuta; ma da come ne parla lui doveva essere davvero una persona speciale.
A volte, però, mi meraviglio che una donna tanto straordinaria abbia potuto abbandonare marito e figli e andarsene. Capisco che le radici sono radici, ma marito e figli… E che figli!

3.
Oltre che belli sono anche studiosi.
Passano intere giornate a cercare di capire come ristabilire il contatto. Cosa esattamente voglia dire “ristabilire il contatto” non ho ben capito, ma so che è una roba che riguarda sicuramente anche Mary. Non so bene se vogliano ristabilire il contatto con la loro madre o che altro… Certo che non dovrebbe poi essere tanto difficile riprendere i contatti con la propria madre e non capisco cosa ci sia da studiarci tanto su!… A meno che “ristabilire il contatto” non sia un loro gergo per indicare qualcosa che ancora fatico a comprendere.

4.
In effetti, ora che mi ricordo, qualche volta li ho sentiti parlottare tra loro di un contatto da stabilire con gli umani. “Umani”! Hanno usato proprio questa parola! Uno di loro, il mediano, quello più bello, ha detto che il contatto lo si stabilisce solo se si prova empatia. E che l’empatia è un’emozione. A quel punto il primo dei tre, quello dagli occhi freddi, ha detto che non ha alcuna intenzione di provare delle emozioni per un branco di scimmioni prevedibili e violenti.
Ha parlato proprio di scimmioni… Ho pensato che fosse davvero sintomo di superbia da parte sua definire gli altri come degli scimmioni… Si può non essere intelligenti quanto lo sono loro, ma non per questo essere delle bestie!
Comunque la cosa che mi colpì di più fu che il mediano, quello più bello, rispose che lui voleva emozionarsi e stabilire il contatto e che questo era anche quello che voleva Mary. Aveva detto Mary e non “la mamma”! Belli e strani i tre gemelli!

5.
La situazione si è aggravata improvvisamente. Non che prima fosse uno splendore, ma, almeno, si alzava dal letto, si metteva sulla sedia a rotelle e poteva ancora gioire dei progressi e della bellezza dei suoi tre figli.
Ora, invece, non può più muoversi. Ho sentito dire in giro che il medico ha detto ai ragazzi che non manca molto…
Pare che i tre non abbiano fatto una piega alla notizia che il loro padre sta per mancare. Ma non bisogna poi credere a tutto quello che dice la gente: l’invidia è davvero una brutta bestia e di invidia addosso quei tre ne hanno a quintali!

6.
È davvero senza cuore il primo dei tre, quello dagli occhi freddi. L’altra mattina l’ho visto discutere con una ragazzina che lo pregava di non piantarla. Lei era in lacrime e continuava a ripetere che avrebbe fatto qualsiasi cosa per lui, per restare assieme a lui. Una scena straziante. Lui, invece, non ha fatto una piega e le ha ripetuto, con quel tono che si usa con le persone un po’ tarde, che non potevano continuare a vedersi perché lui per lei non provava niente.
Spietato e senza tatto: “non provo nulla per te” non si dice neppure a una bestia, figurarsi a una ragazzina innamorata e in lacrime!
Una scena che levava il respiro. Sono rientrato in casa per non vedere.

7.
Non riesco a capire. È un fatto talmente strano! Davvero inspiegabile.
È successo dopo la funzione funebre. Dopo che lo hanno sepolto.
Per tutto il tempo, dico da quando è iniziato il rito a quando siamo andati a casa, i tre gemelli non si sono mai separati. Il primo dei tre, quello dagli occhi freddi, stava in mezzo e piangeva. Era disperato. Gli altri lo sorreggevano e dai loro occhi asciutti non usciva una lacrima. Un contrasto allarmante: come se solo il primo dei tre avesse davvero amato il loro papà. Ma mi sembra ingiusto anche il solo pensarlo… In fondo i sentimenti ognuno li esprime come riesce e come vuole e sa fare… Semplicemente il primo dei tre, quello che mi era sempre sembrato il più gelido e determinato, si è lasciato andare e ha pianto. Gli altri due, invece, hanno voluto tener fede alla loro fama di ragazzi belli e impassibili. Belli lo erano in modo superbo tutti vestiti di nero…
Ma stavo dicendo che è successa una cosa che non riesco a spiegarmi…
Dopo la cerimonia, quando tutti ce ne siamo andati, dalla finestra della cucina, mentre mi versavo un po’ d’acqua da bere, li ho visti riuniti nella loro cucina che sta proprio di fronte alla mia. Si erano tolti le giacche e le cravatte e il primo dei tre aveva ancora gli occhi gonfi di pianto. Gli altri due mi sembravano tranquilli. Stavano parlando e a un certo punto il mediano, quello più bello, si è avvicinato al gemello che aveva pianto e - l’ho visto distintamente -  si è congratulato con lui. Sì, il gesto era inequivocabile: si è congratulato. E poi ha detto - l’ho letto sulle sue labbra - che ora stabilire il contatto era un obiettivo più raggiungibile.
Poi si sono trasferiti in salotto e si sono piazzati, tranquilli, davanti alla TV.

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