Il 158° giorno


Come mi è spesso accaduto, è iniziato tutto per caso: ero su di giri quando ho digitato www.bellagnocca.star. Lo so, dot star non è un dominio ed è per questo che sono davvero rimasto sorpreso quando ho visto apparire sul virtualwall la homepage di Bella Gnocca. Ho pensato a uno strano redirect.
Una home molto esplicita che invitava chiunque avesse voluto esperienze forti a contattare Bella Gnocca via videochat. “Vieni a fare sesso galattico” proponeva il link che ho subito cliccato. Immediatamente mi è apparsa una finestra che mi chiedeva di attendere il collegamento video, cosa che ho fatto con una certa impazienza. Dopo circa 30 minuti, Bella Gnocca mi ha salutato con un:
«Benvenuto straniero»
«Ciao Bella Gnocca di dove sei?» ho subito buttato lì. Ho aspettato qualche istante che, per la verità, mi è parso molto lungo e mi sono sentito rispondere:
«Di un pianeta qualsiasi del sistema solare». Diffidente, ma simpatica ho pensato e ho rilanciato tutto ammiccante:
«Che fai lì tutta sola? Non hai un fidanzato che ti tiene occupata?»
«Qui è un tale mortorio che non ti so dire» ha risposto e ha aggiunto «è davvero un pezzo che, da queste parti, non ci sono più umanoidi con le palle»
«Se è un uomo vero che cerchi l’hai trovato, piccola» ho ribattuto con sicurezza e carattere.
«Non compro a scatola chiusa» ha detto sorniona. Ho guardato fisso in cam con l’espressione di chi accetta la sfida e mi sono calato i pantaloni. Non ha fatto in tempo a terminare l’espressione di meraviglia che il collegamento è caduto. Ho tentato subito di ristabilirlo, ma invano.

Ci ho riprovato il giorno seguente con maggior fortuna.
«Ciao straniero con le palle» mi ha salutato.
«Ciao colei che si fa chiamare Bella Gnocca ma non me l’ha ancora fatta vedere» (ammetto che la battuta me l’ero preparata).
«Credi di essere pronto alla visione?»
«Non è la prima passera che vedo, né sarà l’ultima, bambina» ho risposto con un tono di voce da uomo navigato. Ha sorriso e mi ha mostrato prima un seno e poi l’altro. Infine si è alzata e ha abbassato le mutandine di pizzo. Sono rimasto a bocca aperta come un quindicenne arrapato e brufoloso di fronte alla visione della patatina della sua compagna di banco. Giuro che non avevo mai visto nulla di simile. Una fica spaziale. Davvero la più bella topa che io abbia mai visto. Inutile dire che ero in uno stato di erezione da paura. Me lo sono tirato fuori. Lei non si è stupita, ma anzi mi ha incoraggiato. Abbiamo fatto sesso a distanza ed è stato magnifico e unico vedere cosa mai riuscisse a fare Bella Gnocca con la sua passera.
Per giorni ho tentato di ristabilire il collegamento, ma non ci sono riuscito. Intanto mi masturbavo freneticamente, immaginando le sensazioni che avrei provato immergendomi in Bella Gnocca.

Dopo qualche tempo di videochat Bella Gnocca mi ha proposto di vederci dal vivo. Io non stavo più nella pelle e ho accettato senza indugio, anche se ero consapevole, per essermelo ripetuto più volte, che io, in realtà, di Bella Gnocca non sapevo niente di più di qualche informazione generica. Neppure il vero nome di battesimo mi aveva rivelato Bella Gnocca. Ma, in fondo, non mi importava granché di sapere vita morte e miracoli di colei che possedeva il più misterioso dei prodigi in mezzo alle cosce! Io dovevo farmela. Questo era l’unico pensiero che mi tormentava giorno e notte.
«Qui non ci sono mezzi di trasporto disponibili» mi ha informato.
«Vengo io da te» ho proposto.
«Non è possibile»
«Non puoi ospitare?»
«Non hai capito: sulla Terra non avete la tecnologia necessaria per affrontare simili viaggi». Sono rimasto sbalordito e intontito. Ho ricomposto il puzzle con tutti i frammenti di informazione che mi aveva dato nei vari collegamenti e mi sono reso finalmente conto che Bella Gnocca davvero non stava chattando dal pianeta Terra. Sul mio viso all’espressione di inebetito stupore, ha fatto seguito quella di disillusione: non avremmo mai potuto fare sesso dal vivo.
«Tranquillo, straniero: ho la soluzione» e ha subito aggiunto: «Verrò lì grazie al download». Ormai avevo l’espressione dell’idiota. Tanto che lei, con la tipica pazienza che hanno le insegnanti di sostegno, mi ha spiegato che con la loro tecnologia era possibile fare il download non solo di bit ma anche di atomi. Per la verità, aveva specificato, che i tecnici non avevano ancora messo a punto il trasferimento degli esseri viventi, ma lei non aveva altra scelta: doveva tentare, anche se era rischioso.
«Ma perché non aspettiamo che la tecnologia sia messa a punto?» avevo chiesto con una certa apprensione.
«Qui non c’è più nessuno che possa mettere mano agli strumenti» aveva, infine, rivelato. Era rimasta sola. A quel punto mi ha invitato a scaricare il programmino che mi stava inviando, in modo da iniziare il download. Mi sono detto perché no? In fondo non rischiavo nulla in prima persona e, se tutto fosse andato per il verso giusto, io avrei fatto un’esperienza assolutamente unica: sarei stato il primo uomo a farmi una aliena. Sarei diventato famoso.

Ho istallato il programma, ho seguito le istruzioni che mi hanno consentito di costruire il decoder e ho visualizzato Bella Gnocca sulla plancia di comando. Appariva disegnata e pronta per un drag e drop da una finestra e l’altra. Ho eseguito il comando e, dopo circa cinque minuti, il sistema ha stabilito quanto tempo ci sarebbe voluto per terminare il download: 158 giorni.

Ho atteso con impazienza il 158° giorno che, alla fine, è arrivato. Sul decoder si è materializzata Bella Gnocca. Era rigida e non respirava. Era come se la nostra atmosfera fosse troppo pesante per lei. Insostenibile.
Dopo circa sei secondi, si è disintegrata. Ci sono rimasto davvero di merda.

Ora sto attendendo di vedere se mi appare la home di www.ficaspaziale.star.

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