Sei davvero tu?

Viviamo in una società sempre più sorvegliata/controllata, nella quale, per usare gli oggetti che ti appartengono, bisogna digitare delle password o farsi riconoscere: il computer, il bancomat e via discorrendo. Il bello e/o brutto è che tutto viene fatto con il dichiarato intento di tutelarci da cattivi intenzionati: è per verificare se ciò che vogliamo usare o il posto (reale o virtuale che sia) in cui vogliamo entrare ci appartengono... Insomma fidarsi è bene... con quel che segue.
Quello però che insistentemente queste richieste di riconoscimento fanno (ripetutamente nella stessa giornata) è chiederci una cosa sola: «Sei davvero tu?».

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